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Fino alla fine dell'800 non è stato possibile registrare il suono né riprodurlo. Per garantire anche a questi ultimi il piacere della buona musica, è nata la pratica di "arrangiare" le composizioni di successo per formazioni più contenute, come il quartetto d'archi e il quintetto di fiati, spesso composti di ottimi musicisti provenienti proprio dalle classi sociali interdette agli spettacoli. Oggi vogliamo continuare questa pratica, consapevoli che un arrangiamento è un prodotto particolare: pericoloso per chi lo scrive, perché costretto a scelte importanti e inevitabili; faticoso per chi lo suona, perché la potenza di un'intera orchestra è convogliata nelle forze di cinque sole persone; e forse un po' scomodo, ma speriamo di no, alle orecchie dei più intransigenti. |
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Le nostre trascrizioni




